Il radon (Rn) è un gas nobile, inerte e naturalmente radioattivo, risultante dalla catena di decadimento dell’uranio-238. Esso è inodore, incolore e insapore, dunque, non è percepibile dall’uomo. Tuttavia, diventa di particolare interesse quando è confinato all’interno degli ambienti chiusi in quanto è considerato molto pericoloso per la salute dell’uomo poiché può indurre il cancro ai polmoni.
Il radon, come detto, è un gas radioattivo che è originato dal decadimento del radio-226 ed il suo isotopo più stabile è il radon-222. Gli isotopi di radon più importanti sono il citato radon 222 e gli isotopi 220 e 219, i quali discendono rispettivamente dal decadimento radioattivo dell’Uranio 238U, del Torio 232 e l’Uranio 235.
In particolare, il radon-222 (di seguito radon) ha un’emivita, ossia il tempo di dimezzamento, pari a 3,8 giorni, dopo i quali esso decade emettendo radiazioni ionizzanti di tipo alfa e formando i suoi cosiddetti prodotti “figli”, trai quali polonio-218 e polonio214.
Il tempo di decadimento del radon è tale da consentirgli di migrare all’interno degli edifici e, a lui stesso o tipicamente ai propri “figli”, di legarsi al pulviscolo atmosferico e di venire inalato danneggiando così i tessuti polmonari. Infatti, nel decadimento tipico del radon viene emessa una particella alfa, la quale è fortemente ionizzante ma poco penetrante, tuttavia, nel caso di inalazione del gas radon e, quindi, nel caso in cui il decadimento avvenga all’interno del corpo, le particelle alfa emesse durante il decadimento possono danneggiare i tessuti polmonari scaturendo cellule cancerose.
